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Palagio PesciaLa Gipsoteca “Libero Andreotti” di Pescia è situata all’interno del Palagio, uno degli edifici della città più ricchi di storia, il cui nucleo originario risale almeno al XIII secolo. Anticamente dotata di merlature, la struttura costituì per lungo tempo la nobile sede del Podestà, la principale carica civile di Pescia: fino all’anno 1424, infatti, questo magistrato ebbe la sua personale dimora al piano superiore dell’edificio, mentre la loggia al pianterreno fu utilizzata per le riunioni degli abitanti.
A causa della crescente importanza commerciale di Pescia, sappiamo che, nel 1597, proprio in questo spazio, per concessione del Granduca, fu aperto il Monte di Pietà fiorentino, un importante istituto di credito toscano, mentre al primo piano, nello stesso periodo, si trovava già una scuola pubblica dove si insegnava a scrivere e fare i conti con l’abaco. Tuttavia, già nel 1625, a causa di gravi ammanchi nella contabilità, si decretò la soppressione dell’ente bancario. Successivamente, nel 1637, il pesciatino Lorenzo Papini acquistò una parte dell’edificio per farne la propria dimora, ma non poté entrarvi fino all’anno successivo, poiché il pianoterra era stato temporaneamente occupato da alcune truppe di soldati, che lo utilizzavano come caserma, mentre in alcune stanze del piano superiore era stato ricavato perfino un piccolo granaio.

Nel 1643, durante la Guerra dei Barberini, Pescia chiese di poter soccorrere la vicina città di Pistoia e, per far fronte agli assedianti, ottenne dal Granduca un gran numero di armi, che gli abitanti depositarono negli ambienti del Palagio, trasformando il piano inferiore dell’edificio in un’armeria. Nel 1667, l’Accademia dei Cheti ottenne di poter realizzare un piccolo teatro nei piani superiori del Palagio, e, nel far ciò, promosse importanti modifiche strutturali dell’edificio (come l’ampliamento sulla via di San Policronio, con la chiusura dell’antico loggiato). Il teatro dei Cheti fu inaugurato nel 1669 e già in quel periodo poteva vantare 24 panche e ben 53 palchetti disposti su tre ordini. La struttura teatrale sopravvisse fino al 1782, quando fu chiusa e smantellata per far posto alla sede del “Casino dei Nobili”, i cui aderenti, tuttavia, non utilizzarono mai lo spazio ottenuto.

Dopo aver ospitato, negli anni della Grande Guerra, un ospedale militare di fortuna della Croce Rossa, nel 1922 l’edificio fu acquistato dal pesciatino Niccolò Michelotti, per accogliere al suo interno la nuova falegnameria di famiglia, la cui attività, tuttavia, cessò già nel 1938. Il Palagio fu allora venduto dal suo proprietario alla Banca di Pescia, la quale, a sua volta, lo rivendette al Comune. Agli anni ’70 risale l’ultimo restauro della struttura, promosso dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici di Firenze e dal Comune di Pescia, il quale, nel 1992, vi ha inaugurato l’attuale gipsoteca, intitolata a Libero Andreotti.

Ultimo aggiornamento: Mercoledì 26 Agosto 2015 13:04