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Figura maschile inclinata verso destrae con la mano destra alzata e quella sinistra abbassata con gli ochhi guardanti verso l'alto. Tale opera è un'ulteriore  elaborazione del ritratto  di Brandano Pescatore (Al secolo Bartolomeo Carosi da Petroio, vissuto dal 1483 al 1554).

Titolo: Brandano Pescatore

Epoca: Sec. XX (1928-1929)

Descrizione: Figura maschile inclinata verso destrae con la mano destra alzata e quella sinistra abbassata con gli ochhi guardanti verso l'alto. Tale opera è un'ulteriore elaborazione del ritratto di Brandano Pescatore (Al secolo Bartolomeo Carosi da Petroio, vissuto dal 1483 al 1554).

Notizie Storico Critiche: La fusione in bronzo di questo modello è a Roma alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna, A proposito di Brandano si riporta uno scritto di Raffaello Franchi (1939; "Profeta senese che gettato nel Tevere dentro un sacco per avere in San Pietro a monito a pentirsi aPontefici e Cardinali, ne uscì fuoti tutto infangato, 'quasi spettro vindice della coscienza'. Una immagine scolpita di Brandano è custodita a Siena, presso l'Opera del Duomo, e mostra una fluentissima barba mosaica. Libero Andreotti imprendendo a effigiar Brandano, non secondo la scarsa tradizione iconografica, ma quale quale glielo statuivano a modello ideale fantasia e devozione corse d'un brivido panico , nonostante l'intenzione dichiarata nel titolo di raffigurarci Brandano pescatore


Figura maschile rappresentante un angelo annunziante con volto girato verso la propria destra e braccia alzate con nella mano sinistra un fiore.

Titolo: Angelo Annunciante

Epoca: Sec. XX (1931)

Descrizione: Figura maschile rappresentante un angelo annunziante con volto girato verso la propria destra e braccia alzate con nella mano sinistra un fiore.

Notizie Storico Critiche: Modello definitivo per la figura dell'angelo nell'Annunciazione Toeplitz. A questa opera Andreotti lavorò, stando a quanto appare da una lettera da lui inviata ad Aldo Carpi in data 28 giugno 1931, al termine dell'anno accademico che lo aveva visto impegnato fino ad allora in esami: "Potrò spero lavorare serrato ad una Annunciazione per i Toeplitz: due figure di 1,55 m. che mi interessa fare". E di lavoro serrato proprio di dovette trattare se un mese dopo in data 30 luglio, egli potè scrivere ancora al Carpi che il lavoro era finito. Soddisfatto ma "stanco, stanco", era pronto per partire per un "mesetto e mezzo di riposo in campagna" per San Pellegrino in Cassero nel pistoiese dove aveva una casetta e dove già era la sua famiglia. Tre sono gli esemplari dell'Annunciazione che risultano fusi: una alla galleria d'Arte Moderna di Firenze, proveniendovi dai marchesi Tornaquinci che l'avevano avuta dagli eredi della famiglia Toeplitz; un secondo in Collezione della contessa Margot Besozzi di Milano (che però ha solo l'angelo); un terzo in proprietà Abdoneprof a Milano.


Figura femminile rappresentante la Giustizia in trono, con sotto i piedi la sfera celeste, il braccio sinistro è alzato.

Titolo: La Giustizia

Epoca: Sec. XX (1932)

Descrizione: Figura femminile rappresentante la Giustizia in trono, con sotto i piedi la sfera celeste, il braccio sinistro è alzato.

Notizie Storico Critiche: La prima notizia per quest'opera è in una lettera all'amico Carpi del 21 giugno 1932: "Piacentini mi ha parlato di una grande Giustizia che stò creando di già". Dopo l'esperienza di committenza pubblica come il Monumento ai caduti di Bolzano e di Milano, e di progetti ridotti o imbiancati, Andreotti sembra ancora non aver fiducia negli uomini. Il rapporto con Piacentini che fu l'architetto di Bolzano ed ora architetto del Plazzo di Giustizia di Milano, poteva riservargli qualche sorpresa. E in effetti aveva ragione perchè anche quasta volta la sua opera non ebbe la destinazione per la quale era stata richiesta, anche se il Palazzo di Giustizia ebbe compimento nel 1940 e quel tempo Andreotti era morto da 7 anni e raffigurazioni scultoree sulla Giustizia corporativa e sulla Giustizia pubblica furono affidate rispettivamente ad Arturo Martini e ad Arturo Dazzi, che la eseguirono nel 1937. L'opera fusa in un unico esemplare in bronzo si trova nella Galleria d'Arte Modrena di Milano. La famiglia Andreotti ne possiede alcuni disegni preparatori. L'opera fu esposta nella XIX Biennale di Venezia nel 1934 e nella Secession in una rassegna di scultura italiana a Vienna.