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Figura maschile in posa plastica con gambe divaricate, il braccio destro volto verso l'alto, quello sinistro verso il basso e volto chino.

Titolo: Le Furie di Oreste

Epoca: Sec. XX (1927-1928)

Descrizione: Figura maschile in posa plastica con gambe divaricate, il braccio destro volto verso l'alto, quello sinistro verso il basso e volto chino.

Notizie Storico Critiche: Di quest'opera non si hanno notizie di fusioni, né riferimenti di committenza. Se ne fissa l'esecuuzione intorno al 1928 nelle pause della sua attività epica dei monumenti ai caduti, quale testimonianza di un ritorno a calligrafie e sottigliezze di rinnovata memoria Bourdeliana (R. Monti, 1976) con l'interesse ad un certo recupero di classicismo (F. Previti, 1981) e anche, aggiungiamo, per una drammaticità teatrale di gusto mistico (si pensi ai gesti come quelli di Marsia nella scultura greca) che lo aveva coinvolto anche in una statua di Diana richiesta per una scena teatrale e dichiarata "elemento indispensabile" da Pirandello per la sua tragedia Diana e Tuda a proposito della quale aggiungeva: "La sua linea ampia e tormentosa aderisce così bene allo spirito del lavoro che io mi domando come sia stata possibile la vostra mirabile interpretazione" (L. Pirandello, lettera a Andreotti in data 19 Settembre 1927).


Figura femminile di bambina seduta sopra una base decorata, dalla forma di capitello a foglie di acanto, intenta a giocare a sassetto.

Titolo: Bambina che gioca a sassetto

Epoca: Sec. XX (1919)

Descrizione: Figura femminile di bambina seduta sopra una base decorata, dalla forma di capitello a foglie di acanto, intenta a giocare a sassetto.

Notizie Storico Critiche: Si tratta di Ivana Consani, nipote amata dalla scultore, più volte ritratta. Probabilmente è la scultura cui fa riferimento una lettera del 21 Aprile 1919 inviata ad Andreotti da Ojetti, opera da collocare sul camino "su una base di un metro e non di più". Furono eseguite due fusioni in bronzo: una si trova in Collezioni T. De Marinis a Firenze e un'altra in collezione privata a Ferrara. Fu esposta all'Esposizione d'Arte Decorativa a Stoccolma nel 1920, alla personale alla Galleria Pesipe di MIlano nel 1921 e alla Mostra a Villa Sismondi Valchiusa a Pescia nel 1976.


Siglato e datato sul retro S.L.A 1921. Figura maschile che accoglie e accarezza un fanciullo ispirato all'episodio evangelico (Marco, X, 14).

Titolo: Monumento a Vamba

Epoca: Sec. XX (1921)

Descrizione: Siglato e datato sul retro S.L.A 1921. Figura maschile che accoglie e accarezza un fanciullo ispirato all'episodio evangelico (Marco, X, 14).

Notizie Storico Critiche: Opera ispirata all'episodio evangelico del "Sinite parvulos venire ad me" per celebrare la morte di Luigi Bertelli detto Vamba, fondatore del celebre settimanale per ragazzi il "Giornalino della domenica" e autore del "Giornalino di Gian Burrasca" (1920). Si tratta del modello per il bronzo collocato sulla tomba di Vamba nel cimitero delle Porte Sante di San Miniato a Firenze. Andreotti prese a modello l'amico e cognato Aldo Carpi per il volto di Cristo e uno dei suoi figli per quello del fanciullo. La fusione in bronzo dell'opera fu curata da Andreotti stesso.