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La figura femminile è completamente nuda: si trova seduta per terra, appoggiata col braccio sinistro e con il fianco che disegna un’ampia linea curva fino al ginocchio. Il braccio destro piegato verso la nuca, crea un angolo acuto che si contrappone a quello del ginocchio destro.

Titolo: Scultura raff. Pomona (donna nuda sdraiata)

Epoca: Sec. XX (datata 1905 ca.)

Descrizione: La figura femminile è completamente nuda: si trova seduta per terra, appoggiata col braccio sinistro e con il fianco che disegna un’ampia linea curva fino al ginocchio. Il braccio destro piegato verso la nuca, crea un angolo acuto che si contrappone a quello del ginocchio destro.

Notizie Storico Critiche: Secondo quanto scritto dall’artista Enrico Sacchetti, caricaturista e amico di Andreotti, Pomona dovrebbe essere una delle primissime sculture eseguite verso il 1905. La figura, in una posa poco naturale, dovrebbe fungere da statua da giardino


La figura femminile nuda sta in piedi, coi capelli sciolti, le braccia calate all’altezza dei fianchi, dove le mani impugnano due cembali ai rispetivi lati del corpo. La figura, morbida e delicata, con una lieve torsione del tronco, rivolge lo sguardo verso la sua sinistra. Le gambe sono incrociate all’altezza delle ginocchia. Sotto i piedi nudi un basamento circolare inciso da linee decorative.

Titolo: Scultura raff. Donna con i Cembali

Epoca: Sec. XX (datata 1911)

Descrizione: La figura femminile nuda sta in piedi, coi capelli sciolti, le braccia calate all’altezza dei fianchi, dove le mani impugnano due cembali ai rispetivi lati del corpo. La figura, morbida e delicata, con una lieve torsione del tronco, rivolge lo sguardo verso la sua sinistra. Le gambe sono incrociate all’altezza delle ginocchia. Sotto i piedi nudi un basamento circolare inciso da linee decorative.

Notizie Storico Critiche: Il presente soggetto possiamo accomunarlo per tematica ad altre sculture di Andreotti degli anni 1910-11, basti ricordare Pomme au violon e i due Geni Musicali. La struttura complessiva, la pienezza delle forme ci richiama al maestro fracese A. Bourdelle e in certa misura Maillol e Rodin. Infatti si tratta del modello di una delle opere realizzate nel soggiorno francese, periodo nel quale le scelte tematiche dello scultore si concentrano sul nudo femminile, risolto con forme piene e compatte, eleganti, riflettenti la cultura più aggiornata: dal simbolismo russo alle coreografie dei balleti russi. Sono queste, infatti, le presenze parigine più pregnanti per le opere di Andreotti di questi anni. Del soggetto si conoscono tre fusioni, la prima appartenente alla collezione Sterne – Parigi, le altre due si trovano in Italia in collezioni private (una di esse è in bronzo dorato). L'opera fu presentata al Salon D'Automne di Parigi nel 1911, alla personale bella Galleria Pesaro di Milano nel 1921, alla Mostra "Arte Moderna in Italia 1915-1935" a Palazzo Strozzi di Firenze nel 1967 e alla Mostra a Villa Sismondi Valchiusa di Pescia nel 1976.


Figura maschile di un pesciaiolo firmata L. Andreotti e datata: ma la data non si legge con sicurezza anche se sembra 1916. Figura con sviluppo variato delle pieghe del vestito che seguono elegantemente la postura leggermente inclinata. La base è decorata con foglie e girali.

Titolo: Pesciaiolo

Epoca: Sec. XX (1916 ca.)

Descrizione: Figura maschile di un pesciaiolo firmata L. Andreotti e datata: ma la data non si legge con sicurezza anche se sembra 1916. Figura con sviluppo variato delle pieghe del vestito che seguono elegantemente la postura leggermente inclinata. La base è decorata con foglie e girali.

Notizie Storico Critiche: L'opera ci presente un Andreotti tornato dal fronte, ritrova se stesso a Firenze continuando il suo discorso lasciato interrotto negli anni della guerra. Lontano dalla materie plastiche, il disegno è stato il suo unico mezzo per studiare, conoscere, analizzare e una abbondante produzione di studi dal vero ci è pervenuta quale testimonianza di questo fare. Ora, di nuovo in patria rivisita glia antichi e con l'amicizia di Ojetti si riavvicina ulteriormente a Bourdelle, che era a Firenze ospite dello stesso Ojetti,. ma con attenzione anche ai valori espressivi del mondo orientale, India e Cina, che si riflettono con evidenza nei volti e negli atteggiamenti di alcune opere. Anche la base riecheggia supporti bronzei antichi. Esistono tre fusioni in bronzo (Vignali) una alla Galleria d'Arte Moderna di Roma, una già in collezione Ojetti a Firenze; della terza non si conosce l'ubicazione. L'opera fu esposta alla personale nella Galleria Pesaro di Milano nel 1921 e alla mostra nella Villa Sismondi Valchiusa di Pescia nel 1976.