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La Gipsoteca

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Negli anni ottanta del Novecento, Pescia acquisisce un notevole quantitativo di gessi del suo illustre concittadino: gessi preparatori come base delle sue opere, bozzetti, repliche. Essi costituiscono oggi la Gipsoteca Libero Andreotti, allestita nei locali dell'antico Palagio comunale. Tali opere, generosamente donate dopo la morte dell'artista dalla famiglia Andreotti all'amministrazione civica, fondano quindi una straordinaria collezione, e costituiscono il giusto riconoscimento nei confronti di un artista nodale per la comprensione e la definizione della scultura italiana primonovecentesca.

Veduta della Gipsoteca Libero Andreotti

La gipsoteca Libero Andreotti è stata inaugurata alla fine del 1992 nelle sale opportunamente restaurate e felicemente allestite, da Raffaella Melucci e Stefano Nardini, del Palazzo del Podestà detto il Palagio risalente al XIII secolo. La particolarità di tale museo, con il quale la città di Pescia nel 1992 ha voluto celebrare il suo illustre cittadino, è l’offerta di un itinerario attraverso quella che è stata la produzione di gessi, realizzati per essere poi tradotti in opere in bronzo e marmo, rappresentative dell’intera opera andreottiana. La Gipsoteca Libero Andreotti, quindi, rappresenta un evento insolito nell'ambito del panorama museale italiano con i suoi ben 230 pezzi provenienti direttamente dallo studio dello scultore, è uno dei rari esempi in cui una raccolta riesce a documentare esaurientemente l'intero arco produttivo di un artista.

I gessi sono presentati con un ricercato allestimento espositivo, tematico-cronologico, convivendo felicemente con l'edificio storico caratterizzato dalle due grandi sale, scandite dal ritmo delle finestre e affiancate da salette più piccole.

Al piano terra sono collocati i gessi studiati da Andreotti per i monumenti ai Caduti di Milano e Bolzano, che introducono il percorso museale, il quale prosegue nei piani superiori con, al primo piano, la Pomona del 1912 che introduce la cronologia artistica che verrà proseguita al secondo e terzo piano. Il piano primo, destinato ad esposizioni, convegni e eventi, permette alla Gipsoteca un'attività culturale differenziata nel tempo e nei contenuti.

Al piano secondo sono state raccolte opere fortemente significanti nella resa formale, fra cui "Le nouveau nè", dove due mani sostengono un bambino appena nato, tappa di un racconto domestico e simbolo di vita, e la "Danzatrice con la Maschera di Medusa", sintesi di un movimento che non esaspera le forme. Qui si trova l'Archivio Andreotti che comprende manoscritti, riviste e foto d'epoca: anche questo donato al Comune dalla famiglia.

Forme di una bellezza tradizionale, le quali, pur risentendo di un’impostazione accademica, sono rese con una profonda naturalezza, che domina l’ampia esemplificazione dei soggetti esplorati dall’artista, creando una sorta di filo conduttore fra tormento e gioia, fra fatica e divertimento.

Ultimo aggiornamento: Venerdì 08 Luglio 2011 11:43